La soglia sale al 42%. La riforma in Aula alla Camera il 26 giugno, ok entro luglio
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La notizia non sta tanto nella tabella di marcia a tappe forzate, quanto nel fatto che ieri la maggioranza ha formalmente archiviato i primi due passaggi necessari a portare la riforma della legge elettorale nell'Aula della Camera già nell'ultima settimana di giugno. Con l'obiettivo di contingentare i tempi di discussione nel mese successivo e avere entro luglio il via libera di Montecitorio. E con l'auspicio di uno sprint a seguire al Senato, con l'ok definitivo al più tardi tra settembre e ottobre.Così, prima la conferenza dei capigruppo della Camera ha calendarizzato l'approdo in Aula del provvedimento per il 26 giugno e poi il centrodestra ha presentato in Affari costituzionali il nuovo testo base, il cosiddetto "Bignami bis", con il relatore di Fdi Angelo Rossi che in Commissione ha illustrato le principali modifiche al testo originario. Il tutto tra le proteste delle opposizioni, che solo da 48 ore sembrano aver preso coscienza della volontà della maggioranza - in verità manifestata a più riprese e da diversi mesi - di tirare davvero dritto sulla riforma della legge elettorale. Perché, spiega il responsabile organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli, il centrodestra vuole evitare il rischio di un impasse post voto, altamente probabile con l'attuale legge elettorale a meno che il campo largo non decida un'altra volta di suicidarsi politicamente presentandosi al voto spaccato in tre. Così, il centrosinistra accusa Giorgia Meloni di "intollerabile arroganza", lamenta "forzature", parla di un testo "completamente diverso da quello originario" e chiede "tempo per valutarlo". Con il segretario di +Europa Riccardo Magi che arriva ad accusare il presidente della Camera Lorenzo Fontana di "irresponsabilità" per aver dato l'ok alla calendarizzazione in Aula il 26 giugno. E con il Pd che si appella a Fontana affinché rinvii l'approdo in Aula.Donzelli prova a gettare acqua sul fuoco e dice che il testo bis accoglie anche alcuni dei rilievi delle opposizioni e che comunque "non è immodificabile" ed eventuali emendamenti "saranno valutati". Mentre il presidente degli Affari costituzionali della Camera, l'azzurro Nazario Pagano, illustra il nuovo timing in Commissione che prevede nuove audizioni il 3 giugno e l'adozione del testo base per il giorno successivo.Le principali novità del "Bignami bis" non sono solo quelle già annunciate da giorni. Confermato l'innalzamento della soglia dal 40 al 42%, la soppressione dei ballottaggi e l'introduzione di un sistema di coordinamento tra Camera e Senato che punta ad assicurare che il premio venga assegnato solo se non ci sono risultati difformi tra i due rami del Parlamento. Il premio (che resta pari a 70 seggi a Montecitorio e a 35 a Palazzo Madama) viene dunque attribuito alla lista singola o alla coalizione che sia arrivata prima sia alla Camera che al Senato, a condizione che abbia ottenuto, in ciascuno dei due rami, almeno il 42% dei voti validi.













