Roma, 26 mag. (askanews) – Rinvigorita dai risultati delle elezioni amministrative, la maggioranza tira dritto sulla riforma della legge elettorale e si prepara a chiedere, domani in conferenza dei capigruppo, la calendarizzazione del testo entro giugno in aula alla Camera. Circostanza che permetterebbe di contingentare i tempi d’esame a luglio e centrare l’obiettivo dell’approvazione in un ramo del Parlamento entro la pausa estiva. L’opposizione parla di “forzatura” e chiede al centrodestra di tirare fuori il testo che si intende adottare come testo base, ovvero la proposta di legge firmata dai capigruppo Bignami, Molinari, l’ex Barelli e Lupi ma modificata nei punti più a rischio di incostituzionalità, anche alla luce delle osservazioni raccolte durante le audizioni.
“Se c’è un nuovo testo base perché iniziamo la discussione generale su un testo che di fatto loro stessi dicono che non c’è più?”, è la richiesta di Gianni Cuperlo (Pd) in commissione Affari Costituzionali dove oggi si sono svolte le ultime due audizioni sulla riforma (è stata la volta dei rappresentanti degli studenti). Richiesta appoggiata da Avs, M5s e Più Europa ma non presa in considerazione dal presidente della commissione Nazario Pagano (Fi), uno dei quattro relatori della riforma, che avvia come da calendario dei lavori la prima delle due giornate di discussione generale. “All’esito – spiega – i relatori trarranno le loro conseguenze, hanno già fatto approfondimenti, è probabile facciano le loro proposte. Sulle modalità, se intervenire con un testo o con emendamenti, non è stata assunta nessuna decisione”.












