Ieri alle 14 era convocata la commissione Affari costituzionali della Camera per proseguire le votazioni sugli emendamenti alla legge elettorale, dopo i primi due scrutini nella seduta notturna di martedì; ma a quell’ora erano presenti solo parlamentari dell’opposizione. I capigruppo in commissione del centrodestra, assieme ai relatori, erano riuniti nello studio del presidente della commissione Nazario Pagano, in attesa di sapere se le opposizioni si sarebbero presentate o se si sarebbero rifugiate sull’Aventino, come qualcuno aveva minacciato.

IL TIMORE DELLA MAGGIORANZA era però rivolto proprio a questo secondo scenario, perché la avrebbe costretta a votare rapidamente tutti gli emendamenti e ad affrontare i nodi irrisolti, come le preferenze e anche il voto dei fuorisede, su cui da ieri la Lega si è messa di traverso. Una volta accertata la presenza delle opposizioni, ecco giungere rapidamente anche i deputati della maggioranza, con l’avvio della seduta in cui il centrosinistra ha continuato a praticare l’ostruzionismo consentendo di votare solo una manciata di emendamenti, tutti bocciati.

«Il centrodestra è disorientato – ha detto la capogruppo del Pd in commissione Simona Bonafè, al manifesto – perché il fenomeno Vannacci rende inutile questa legge elettorale. Approfittano del nostro ostruzionismo per guadagnare tempo».