Il ponte sullo Stretto di Messina è un’opera il cui progetto, come emerge anche dalle carte della Società Stretto di Messina trasmesse alla Corte dei Conti, risale al 1997. Un progetto vecchio, che presenta criticità molto serie, già segnalate da diversi comitati scientifici.

C’è un dato gravissimo: il pilone di Cannitello insiste su una faglia sismica attiva, come risulta dagli stessi documenti dell’ISPRA e della Società Stretto di Messina. La domanda è semplice: perché non è stato riformulato un progetto alla luce delle nuove evidenze scientifiche, sismiche e ambientali?

C’è poi un altro punto politico enorme. Quando Silvio Berlusconi propose la gara per realizzare il Ponte sullo Stretto, almeno prevedeva un project financing con il 60% dei costi a carico dei privati. Poi è arrivato Matteo Salvini e ha deciso che a pagare dovesse essere interamente lo Stato, cioè i cittadini italiani.

Siamo di fronte a un’opera senza una nuova gara europea, con evidenti forzature sulle procedure ambientali e con numerose criticità ancora aperte. Da parlamentare ho chiesto a Palazzo Chigi la documentazione trasmessa alla Corte dei Conti e gli atti relativi alle interlocuzioni con l’Unione europea, ma mi sono stati negati.