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Dopo che la Corte dei conti non ha approvato il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, e dopo le molte polemiche politiche che ne sono nate, restano da capire i motivi della decisione: la Corte ora ha 30 giorni per pubblicarli, ma è probabile che non si discostino molto dai problemi che aveva già individuato e fatto notare negli ultimi mesi. Sono problemi molto concreti, che hanno a che fare con aspetti tecnici, e per questo hanno una certa rilevanza anche se la valutazione della Corte non è vincolante per il governo.

La Corte dei conti è l’organo che controlla i conti dello Stato e sul progetto del ponte ha svolto quello che tecnicamente si chiama “controllo preventivo di legittimità”, una procedura che serve a stabilire se un atto del governo sia conforme alla legge, in particolare dal punto di vista contabile. Alla fine del controllo la Corte può dare un “visto di legittimità” all’atto e ammetterlo per la registrazione in Gazzetta Ufficiale, così che diventi efficace, oppure può non dare il visto.

Nel caso del ponte sullo Stretto, l’atto su cui si è espressa la Corte è la delibera con cui lo scorso agosto il Cipess (l’organo di governo che approva gli investimenti pubblici e decide la destinazione dei fondi statali) aveva approvato il progetto del ponte e i finanziamenti che sarebbero serviti per realizzarlo. Secondo Repubblica la delibera è stata definita «insufficiente e in alcuni casi errata» dalla magistrata della Corte dei conti Carmela Mirabella, durante la riunione che ha preceduto la decisione.