Perplessità, richieste di chiarimenti tecnici e procedurali. In 6 pagine fitte la Corte dei Conti aveva già espresso dubbi sulla delibera, al suo esame, con la quale il Cipess aveva dato il via libera al progetto del ponte sullo Stretto. Nel documento, che era stato inviato alla presidenza del Consiglio, il magistrato istruttore Valeria Franchi aveva ricostruito la tempistica dei diversi passaggi tra le amministrazioni e aveva chiesto chiarimenti anche procedurali e tecnici esprimendo molte “perplessità”: si tratta dei nodi che hanno poi portato alla decisione del 29 ottobre, demandata all’organo collegiale della Corte. I rilievi finali, non ancora noti, saranno comunque indicati nelle motivazioni della magistratura contabile che si conosceranno tra 30 giorni.

I rilievi di settembre

La Corte già a settembre sottolineava “la necessità di acquisire chiarimenti ed elementi informativi” sulla delibera: “risulterebbe non compiutamente assolto l’onere di motivazione - scriveva - difettando, a sostegno delle determinazioni assunte dal Cipess, anche in relazione a snodi cruciali dell’iter procedimentale, una puntuale valutazione degli esiti istruttori”. Nel primo esame della Corte dei Conti, veniva indicato che la delibera del Cipess “si appalesa più come una ricognizione delle attività intestate ai diversi attori istituzionali del procedimento che come una ponderazione delle risultanze di dette attività, sotto il profilo sia fattuale sia giuridico”. Non convinceva la Corte neanche la procedura per trasmetterle gli atti (gli ormai famosi link che erano stati inviati) e inoltre: “Si chiedono chiarimenti anche con riferimento alla tempistica osservata per la trasmissione del provvedimento Mit-Mef con cui è stato assentito il terzo atto aggiuntivo”. “Parimenti - si leggeva nel documento - si chiedono chiarimenti in merito alle valutazioni svolte dal comitato in relazione all’efficacia della delibera del Consiglio dei ministri del 9 aprile 2025 con la quale è stata approvata la relazione relativa ai motivi imperativi di interesse pubblico; è stato preso atto dell’assenza di idonee alternative progettuali; è stata dichiarata la sussistenza di motivi imperativi di interesse pubblico legati alla ”salute dell’uomo e sicurezza pubblica o relative conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente“”. Inoltre “alla luce di recenti notizie di stampa si chiedono aggiornamenti in merito all’interlocuzione che sembra avviata, sul punto, con la Commissione europea”.