Un provvedimento «di rilevante efficacia costitutiva» che però si presenta «più come una ricognizione delle attività intestate ai diversi attori istituzionali del procedimento che come una ponderazione delle risultanze». In sei pagine fitte la Corte dei conti ha inviato ieri a Palazzo Chigi i rilievi sul primo esame delle carte che gettano le basi per il Ponte sullo Stretto: in particolare sulla delibera Cipess n. 41/2025, approvata lo scorso 6 agosto. Si tratta di una richiesta di chiarimenti e di integrazioni che di fatto, per ora, interrompe l'iter di registrazione della delibera: la macchina burocratica è quindi ora ferma in attesa che il Cipess sciolga i dubbi sollevati dai giudici, un passaggio che andrà fatto entro il termine di 20 giorni, scaduto il quale “la Sezione potrà decidere allo stato degli atti”, fermo restando - sottolineano - “la facoltà di codesta amministrazione di ritirare il provvedimento in autotutela”.
I rilievi
Nelle osservazioni trasmesse alla Presidenza del Consiglio (dipartimento Dipe) i magistrati contabili sottolineano come “risulterebbe non compiutamente assolto l'onere di motivazione, difettando (…) una puntuale valutazione degli esiti istruttori”. Da qui la richiesta di “chiarimenti ed elementi informativi” su una serie di passaggi cruciali. Sul piano procedurale, il documento rileva “le peculiari modalità - condivisione di link che rimanda al sito istituzionale della società Stretto di Messina - con le quali sono stati trasmessi alcuni degli atti oggetto di controllo” e manifesta perplessità sulla scelta di subordinare l'efficacia della delibera alla registrazione di un decreto interministeriale “già adottato sin dal 1° agosto 2025 ma inviato all'Ufficio di controllo solo in data 11 settembre 2025”.






