Il percorso verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina continua tra rinvii, ostacoli e nuove scadenze. Nonostante le difficoltà incontrate negli ultimi mesi, il Governo e la Stretto di Messina Spa confermano la volontà di procedere con l’opera.

Tra gli ultimi elementi che hanno inciso sull’iter figura anche l’inchiesta della Procura di Roma, nella quale, a vario titolo e nell’ambito dell’ipotesi accusatoria, sono coinvolti l’ex presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, l’avvocato Francesco Saccomanno, già componente del consiglio di amministrazione della Stretto di Messina Spa, e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio. Il procedimento è nella fase delle indagini e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Nonostante ciò, l’amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, continua a indicare come obiettivo l’apertura dei cantieri entro il 2026. “Contiamo di tornare al Cipess e di andare alla Corte dei conti entro luglio”.

Una prospettiva condivisa anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha fatto del Ponte uno dei principali dossier della legislatura.