Pubblicato il: 25/07/2026 – 15:08

di Clemente Angotti

LAMEZIA TERME Non c’è inchiesta o intoppo che tenga: il Ponte sullo Stretto s’ha da fare. L’ultimo intralcio – dopo il ping pong di date per l’apertura dei cantieri, le scadenze sugli espropri che stanno gettando nello sconforto centinaia di proprietari di case e terreni, lo stop della Corte dei conti e quant’altro – è insorto però, a giugno scorso, a seguito dell’inchiesta della Procura di Roma che coinvolge, con l’accusa a vario titolo di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio, oltre all’ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele, anche l’avvocato Francesco Saccomanno già componente del cda della società Stretto di Messina Spa e dal 2021 al 2024 commissario della Lega in Calabria, e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”. Insomma, il dossier sulla costruzione della più grande infrastruttura del secolo in grado di consentire il collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia, è per vari motivi sempre più in bilico. Eppure per Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, l’obiettivo è aprire i cantieri entro l’anno. «Contiamo di tornare al Cipess – ha sostenuto di recente – e di andare alla Corte dei conti entro luglio». Musica per le orecchie del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini che ha fatto del Ponte sullo Stretto la bandiera della sua attività politica, almeno in questa legislatura. A ostacolare l’iter di costruzione della più imponente infrastruttura in grado di unire la Sicilia al continente e di presentarsi al mondo come il simbolo della tecnologia e dell’operosità italica, è stato proprio nell’autunno scorso lo stop imprevisto opposto dalla Corte dei Conti alla delibera licenziata dal Cipess con la quale si dava luce verde al progetto definitivo. Da allora le cose sono cambiate. Adesso, però, sia da parte della società Stretto di Messina, sia dal governo si fa professione di ottimismo. La nuova scadenza, che evidentemente si fa beffe delle proroghe sulla fatidica apertura dei cantieri, che si sono avvicendate di stagione in stagione negli ultimi tempi, è indicata più o meno ragionevolmente per la fine dell’estate. Con avvio delle attività, data citata sempre prudenzialmente, nel terzo trimestre dell’anno in corso.