Roma, 9 giu. (askanews) – La Procura di Roma ha aperto un’indagine per corruzione e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Nella vicenda sono chiamati in causa un consigliere di amministratore della ‘Stretto di Messina spa’, un imprenditore ed un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti. E le opposizioni vanno all’attacco chiedendo conto al governo affinchè riferisca subito in Parlamento.

La notizia arriva a metà mattina e il primo a giudicare “gravissimo” quanto emerso è il leader dei Verdi Angelo Bonelli che ricorda: “Non più tardi di tre settimane fa ho depositato alla Procura di Roma il sesto esposto integrativo sulle procedure adottate dal Governo, che a mio avviso violano le norme italiane ed europee in materia di appalti e ambiente. I nostri esposti servono per fare chiarezza considerato che il governo ha negato al sottoscritto atti e documenti trasmessi alla Corte dei Conti”.

L’avvocato e l’imprenditore – si spiega in una nota della autorità giudiziaria romana – al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina S.p.A’, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata.