L'azienda in mano a Sam Altman, che ha dato il via alla corsa dell'intelligenza artificiale generativa, lavora alla metamorfosi del chatbot che ha portato la compagnia a raggiungere quota 1 miliardo di utenti
Archiviato lo spauracchio del processo mosso da Elon Musk, ora OpenAI può concentrarsi sul prossimo obiettivo, anzi due. Il primo è l'ormai prossima quotazione in borsa, l'altro è la trasformazione di ChatGpt in una super-app. Due obiettivi strettamente correlati e che vedono un cambio di approccio dell'azienda ora più orientata al mercato business sulla falsariga di Anthropic.
Le prossime mosse di OpenAIL'idea della compagnia è di integrare all'interno di ChatGpt anche strumenti per la programmazione, gli agenti AI e i nuovi prodotti utili - stando alle aspettative dei dirigenti - a generare maggiori ricavi, così da competere con Anthropic, al momento sulla cresta dell'onda anche per via di Mythos.
Che stia per aprirsi dunque una nuova era per l’Ai? Stando a quanto si apprende dal Financial Times, attraverso le testimonianze di fonti vicine all'azienda che annoverano dipendenti ed ex dipendenti di OpenAI, la compagnia di San Francisco avrebbe intenzione di sviluppare un approccio all'intelligenza artificiale più utile per gli utenti. Ovvero mettere a disposizione in un'unica applicazione anche i cosiddetti agenti, in grado di compiere attività concrete. Organizzare viaggi, riunioni, calendari e attività.Una visione che ricorda a grandi linee un assistente personale con taglio più professionale, al contrario invece alla nuova Siri, che avrà un taglio più sul quotidiano ed è in via di presentazione nelle prossime ore, a sua volta non dissimile da Alexa+, ancora in attesa in Italia.
