All'inizio l'idea era semplice: costruire un'intelligenza artificiale senza doverla vendere a nessuno. Era il 2015, e Elon Musk e Sam Altman avevano riunito un gruppo di ricercatori in una sala privata del Rosewood Hotel, nel cuore della Silicon Valley. Il progetto si chiamava OpenAI, era senza scopo di lucro, e l'obiettivo dichiarato era sviluppare l'AI più potente della storia per poi condividerla con tutti, gratuitamente.

Dieci anni dopo, quella storia è cambiata. ChatGPT, che ha raggiunto un miliardo di utenti settimanali in poco più di due anni, si prepara alla sua più grande rivoluzione dal lancio. Secondo il Financial Times, OpenAI vuole trasformarla in una piattaforma più ampia, una sorta di superapp che integri agenti di intelligenza artificiale, strumenti di programmazione e nuovi servizi.

Perché cambiare una formula che ha avuto un successo senza precedenti? La risposta è semplice: la crescita degli utenti non coincide necessariamente con la crescita dei ricavi. La maggior parte delle persone utilizza ChatGPT gratuitamente, mentre OpenAI affronta costi enormi per sviluppare e gestire i suoi modelli. Secondo il Financial Times, l'azienda è quindi alla ricerca di prodotti più redditizi, soprattutto nel mercato professionale e aziendale, in vista di una futura quotazione in Borsa.