A due anni e mezzo dai blocchi di partenza, la corsa all’intelligenza artificiale generativa è più accanita che mai. Aggiornamenti, nuove versioni, nuove funzioni: più che avanzamenti tecnici, nell’ultimo periodo la battaglia si gioca su grandi annunci e colpi di marketing. Mentre a un livello più sommerso, ci si prepara per crescere e sbaragliare la concorrenza. Tutti i più importanti attori del settore stanno spendendo cifre a nove zeri nella costruzione di infrastrutture per aumentare le capacità computazionali dei propri modelli. Google ha pianificato un investimento di 85 miliardi nel solo 2025. Amazon ne ha messi sul piatto 100. Per non parlare di Meta, che per forgiare quella ha definito una “superintelligenza”, oltre ai data center sta portando avanti una aggressiva campagna acquisti di talenti. L’ultimo da convincere è stato il ricercatore 24enne Matt Deike: Zuckerberg è stato disposto a spendere 250 milioni di retribuzione spalmati su quattro anni. Fa giustamente notare il New York Times che queste sono cifre da campioni dell’Nba.