Tutto ciò che un utente dice o chiede a ChatGpt, così come le risposte che riceve, è privato. OpenAI – l’azienda di San Francisco che ha creato il chatbot – non accede alle conversazioni degli utenti. Al massimo, può utilizzare in forma anonima il contenuto di tali conversazioni per migliorare i propri modelli di intelligenza artificiale.

Questo avviene solo se l’utente sceglie di contribuire all’addestramento dei modelli: in tal caso, è sufficiente accedere alle impostazioni del proprio profilo, selezionare la sezione relativa al controllo dei dati e disattivare l’opzione “Migliora il modello per tutti” per revocare il consenso.

Tuttavia, molte conversazioni tra utenti e ChatGpt sono comparse su Google. Non si è trattato di una fuga di dati: le conversazioni in questione, di cui si è parlato molto nelle ultime ore, erano già pubbliche.

La condivisione delle conversazioni tramite link

OpenAI offre da tempo agli utenti la possibilità di condividere le proprie conversazioni con ChatGpt tramite la generazione di un link accessibile a chiunque lo riceva. Chi è in possesso di quel link può visualizzare la conversazione e, se lo desidera, anche proseguirla.