Oggi molte persone usano ChatGPT per scrivere testi, organizzare idee o risolvere problemi complessi. Ma fino a che punto possiamo considerarlo uno strumento sicuro? Gianluigi Ballarani, esperto di intelligenza artificiale e docente universitario, spiega come sfruttare al meglio l’AI senza rischiare di esporre informazioni personali, raccontando i limiti e le precauzioni da adottare.
Secondo Ballarani, ChatGPT e altre intelligenze artificiali sono strumenti potenti per pensare più rapidamente e chiaramente, testare idee, affinare testi e strutturare ragionamenti complessi. “È uno strumento molto efficace – spiega – a patto di ricordarsi che non è un diario segreto né un confidente personale”. Ballarani avverte che le conversazioni con l’AI non sono completamente private: possono essere registrate e, in determinate circostanze, lette da terzi. Recenti vicende internazionali lo confermano: negli Stati Uniti è in corso una causa per ottenere milioni di conversazioni di utenti in una disputa sul copyright, mentre in Svizzera cronologie di ChatGPT sono state utilizzate come prove in tribunale. Per usare l’AI in sicurezza, Ballarani suggerisce alcune regole pratiche: evitare di inserire dati personali o identificativi, formulare le domande in termini generali e concettuali e rivolgersi a professionisti reali per questioni delicate come diritto o salute.







