Il debutto in borsa di OpenAI, il colosso dell’intelligenza artificiale fondato da Sam Altman, potrebbe essere rimandato al 2027. L’azienda che produce ChatGPT avrebbe dovuto seguire le orme della SpaceX di Elon Musk già nel 2026 e all’inizio di giugno aveva depositato i documenti necessari. Negli ultimi giorni però il management dell’azienda è divenuto più cauto. I consulenti ingaggiati dalla società per preparare l’ingresso in borsa, secondo quanto rivela il New York Times, hanno sconsigliato Altman di affrettare la vendita al pubblico di una quota del capitale perché gli investitori potrebbero non dimostrare entusiasmo all’idea di comprare le azioni di OpenAI.
ALTMAN, AL CONTRARIO, spingerebbe per una vendita di azioni che faccia raggiungere all’azienda una capitalizzazione di mille miliardi di dollari e considera «irricevibile» ogni valutazione inferiore. Secondo gli analisti, il valore dell’azienda si ferma a 852 miliardi di dollari.
A suggerire prudenza sarebbe stata anche l’accoglienza ricevuta dalla rivale SpaceX, che ha debuttato a Wall Street il 12 giugno. Dopo un’impennata che ha portato a 200 dollari il valore del titolo, l’azienda di Musk da diversi giorni perde terreno e ora vale il 25% in meno del massimo toccato al debutto. Il calo delle azioni SpaceX ha coinvolto l’intero indice tecnologico Nasdaq, che da allora ha lasciato sul terreno il 5% della capitalizzazione totale. Secondo la valutazione dell’agenzia Morning Star basata sui fondamentali economici la quotazione sarebbe largamente sopravvalutata. SpaceX accumula perdite in quasi tutti i settori e il bilancio 2025 è in rosso di 6,4 miliardi di dollari.










