OpenAI starebbe valutando di rinviare l'Ipo al 2027, con l'obiettivo di difendere una valutazione da 1.000 miliardi di dollari e non entrare in Borsa in una finestra giudicata troppo fragile dagli advisor. La ricostruzione arriva dal New York Times, che lega il possibile slittamento anche al debutto turbolento di SpaceX e al clima nervoso che ha investito i titoli legati all'AI.
Il dossier resta gi� aperto sul tavolo di Wall Street: OpenAI ha presentato in forma confidenziale la documentazione per la quotazione e, secondo il quotidiano americano, la societ� continua a considerare il pubblico mercato come il passaggio naturale per finanziare la prossima fase di crescita. Il punto non � pi� se arrivare in Borsa, ma quando farlo senza sacrificare l'obiettivo di una capitalizzazione da record.
Ed � proprio qui che l'operazione diventa rilevante anche fuori dal perimetro della singola azienda. OpenAI � il simbolo pi� visibile della corsa all'AI generativa e la sua Ipo avrebbe un effetto a catena su tutto l'ecosistema, dagli investitori ai competitor, fino ai fornitori di chip e infrastrutture che stanno reggendo la corsa agli investimenti su modelli, calcolo e data center.
Il New York Times riferisce inoltre che gli advisor avrebbero suggerito due strade: aspettare fino al 2027 per inseguire il target da 1.000 miliardi oppure abbassare l'asticella per accelerare il debutto. Sam Altman non avrebbe mostrato apertura verso una quotazione a sconto, e questo rende pi� plausibile un rinvio rispetto a un compromesso sul prezzo.







