Lunedì 8 giugno OpenAI ha depositato in forma riservata la documentazione per procedere a un’offerta pubblica iniziale, dando il via a un percorso che potrebbe richiedere diversi mesi e culminerà con la quotazione nella Borsa statunitense. È la terza azienda che quest’anno ha iniziato ufficialmente il processo per una Ipo dal valore potenziale di mille miliardi di dollari.Le aziende tech impegnate nello sviluppo di modelli di AI intelligenza artificiale sempre più potenti – un gruppo che comprende colossi già quotati, come Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft – hanno bisogno di decine di miliardi di dollari per costruire nuovi data center e assumere i ricercatori necessari a far crescere i propri servizi.Per OpenAI, una Ipo rappresenterebbe un’altra opportunità per assicurarsi capitali dopo il finanziamento privato da 122 miliardi di dollari ottenuto a marzo. La quotazione in borsa, che avvicinerebbe molti dipendenti a guadagni potenzialmente in grado di cambiare loro la vita e aumenterebbe la trasparenza sulla salute finanziaria dell’azienda, potrebbe anche rafforzare il morale interno e la fiducia dei clienti, in una fase in cui lo sviluppatore di ChatGPT cerca di tornare a essere il leader indiscusso nella corsa all'AI.OpenAI non ha indicato quando potrebbe arrivare l’Ipo né quanto intenda raccogliere. “Abbiamo da poco presentato un modulo S-1 riservato”, ha dichiarato la società in un breve post non firmato pubblicato sul suo blog. “Ci aspettiamo che la notizia trapeli, quindi lo annunciamo direttamente. Non abbiamo ancora deciso le tempistiche; potrebbe volerci un po’, perché ci sono cose che vogliamo fare e che probabilmente sono più semplici [da realizzare] rimanendo una società non quotata. Ma si tratta di una serie complessa di valutazioni e questo ci dà la possibilità di quotarci prima, se alla fine dovesse rivelarsi la scelta migliore”.OpenAI non ha voluto fornire ulteriori commenti. Ma ora che la pratica è stata formalmente avviata, l’azienda potrebbe beneficiare dello sbarco in Borsa di Anthropic: se il laboratorio rivale dovesse incontrare difficoltà, OpenAI potrebbe prendere tempo e rivedere la propria strategia.Una corsa da mille miliardiAnthropic, che è stata fondata nel 2021 da ex dipendenti di OpenAI, ha depositato la documentazione riservata per la sua Ipo il primo giugno. Pochi giorni prima, la società aveva portato la propria valutazione a 965 miliardi di dollari grazie all’ultimo round di finanziamento, superando gli 852 miliardi di dollari di OpenAI. In entrambi i casi si tratta di cifre da record per il venture capital tecnologico. SpaceX di Elon Musk – che produce razzi, vende servizi di internet satellitare e sviluppa anche alcuni dei modelli AI più avanzati al mondo – ha invece presentato i documenti per la sua Ipo il mese scorso.Le offerte pubbliche iniziali potrebbero garantire a ciascuna di queste aziende una valutazione superiore a mille miliardi di dollari, nonostante al momento siano tutte in perdita e registrino ricavi inferiori di circa l’80-90 per cento rispetto a quasi tutte le società quotate che oggi valgono almeno mille miliardi di dollari. L’unica Ipo nella storia ad avere superato la soglia dei mille miliardi di dollari è stata quella della compagnia petrolifera Saudi Aramco, nel 2019.Stando alle precedenti comunicazioni della società, lo scorso anno i ricavi ottenuti da OpenAI grazie ad abbonamenti, pubblicità e commissioni sui servizi sono arrivati a una cifra compresa tra 10 e 20 miliardi di dollari. Ma l’azienda ha speso molto di più in cloud computing e personale, accumulando miliardi di dollari di perdite. E negli ultimi mesi, è stata protagonista di diverse riorganizzazioni, legate ai problemi di salute di alcuni dirigenti e al tentativo di concentrare gli sforzi su un numero più ristretto di progetti.Secondo due persone informate sui fatti, ma non autorizzate a parlare in pubblico di informazioni riservate, i dirigenti di OpenAI valutano da mesi se la società sia pronta a quotarsi. Un’altra persona a conoscenza delle discussioni riporta che lo scorso anno la società puntava a una Ipo tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.La scorsa settimana, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che la sua amministrazione avrebbe valutato la possibilità di entrare nel capitale delle aziende di AI al momento della loro quotazione. Secondo una delle persone a conoscenza delle discussioni interne alla società, OpenAI ragiona da mesi su questa ipotesi come modo per estendere alla collettività i benefici dello sviluppo della tecnologia. In un post pubblicato l'8 giugno sul blog dell'azienda e cofirmato dall’amministratore delegato Sam Altman, si legge che “un buon futuro dell’AI” richiede che “molte persone, aziende, comunità e paesi possano costruire, trarne beneficio ed esercitare potere”.Il peso della non profitNel 2019 OpenAI ha creato una società a scopo di lucro controllata dalla sua organizzazione non profit, così da poter raccogliere fondi a una scala molto superiore a quella che riteneva possibile attraverso le donazioni. Oggi l’organizzazione non profit possiede circa il 25 per cento della società, una quota che vale più di 200 miliardi di dollari. Ha inoltre il potere di bloccare le principali decisioni aziendali e di licenziare i dirigenti della società. Modificare questa struttura è complicato dal punto di vista legale.Recentemente l'azienda ha superato un ostacolo importante sulla strada verso la sua Ipo vincendo una causa intentata da Musk, che accusava OpenAI di essersi allontanata dalla sua missione originaria. Le accuse sono state respinte il mese scorso, dopo che un giudice federale e una giuria hanno stabilito che l'azione legale era stata avviata fuori tempo massimo.La struttura di OpenAI resta però sotto osservazione da parte delle autorità statali di California e Delaware. Questo mese l’ufficio del procuratore generale della California ha respinto la richiesta formale di accesso agli atti presentata da Wired per ottenere le comunicazioni recenti con OpenAI, richiamando le norme che impediscono la divulgazione di documenti investigativi e altri fascicoli.OpenAI dovrà ottenere il via libera della Securities and exchange commission (Sec), l’autorità statunitense che vigila sui mercati finanziari, sui conti della società e sulle informazioni relative a potenziali rischi. È il processo a porte chiuse che si apre ora. La struttura dell’azienda potrebbe rendere questa revisione più complessa del solito.Il mese scorso Chris Lehane, il responsabile degli affari globali di OpenAI, ha dichiarato a Wired che la società manterrà la propria struttura anche dopo l’Ipo perché, in quanto società benefit supervisionata da un’organizzazione non profit, può tenere conto dell’impatto sociale delle sue attività senza dover mettere gli azionisti davanti a tutto.Finora, le associazioni impegnate nella difesa dell’interesse pubblico hanno criticato il lavoro di OpenAI. Accusano ChatGPT e i chatbot analoghi di avere alimentato un’epidemia della cosiddetta psicosi da AI, che avrebbe contribuito a suicidi e morti. Nel frattempo, gli esperti temono una perdita catastrofica di posti di lavoro man mano che i sistemi di AI sostituiranno le persone nelle mansioni manuali. Il modo in cui OpenAI affronterà questi temi nella documentazione finale in vista della sua offerta pubblica iniziale, che sarà resa pubblica a ridosso della Ipo, attirerà probabilmente grandi attenzioni.A San Francisco, la città dove hanno sede sia OpenAI che Anthropic, i residenti si preparano già a forti aumenti dei prezzi delle case. L’iter delle Ipo dovrebbe garantire ai dipendenti delle società la possibilità di vendere azioni, trasformando decine se non centinaia di persone da milionari e miliardari sulla carta in milionari e miliardari a tutti gli effetti.Secondo le testimonianze rese nel processo Musk contro Altman, almeno alcuni dei primi dipendenti di OpenAI, tra cui il presidente Greg Brockman e l’ex responsabile scientifico Ilya Sutskever, sono diventati miliardari proprio grazie al valore delle loro azioni nella società.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.