Adesso le quotazioni da mille miliardi a Wall Street nel campo dell’intelligenza artificiale non sono più uno ma due: ieri sera OpenAi ha depositato alla Sec (equivalente americana delle Consob) la documentazione per quotarsi in Borsa, una settimana dopo l’analoga mossa di Anthropic (e a pochi giorni dall'esordio a Wall Street di un altro colosso tecnologico, SpaceX, attiva in un differente settore hi-tech). La società guidata da Sam Altman precisa però di non aver ancora fissato una data per il debutto della sua quotazione: spiega che «potrebbe volerci ancora del tempo, perché siamo ancora impegnati in alcune operazioni che sono più semplici da condurre nella forma societaria attuale». Quasi duemila miliardi in gioco Il deposito della documentazione consente di sottoporre i dati finanziari alla Sec prima che diventino pubblici. OpenAI è valutata oltre 850 miliardi di dollari dopo l'ultimo round di finanziamento, ma deve fare i conti con ricavi sotto le attese e con la concorrente Anthropic che la precede tra i clienti business. La società guidata da Dario Amodei, che ha depositato la propria documentazione una settimana fa, è valutata 965 miliardi. Altman ha contestualmente pubblicato un post in cui descrive quella che definisce «la terza fase di OpenAi»: dopo la ricerca sull'intelligenza artificiale generale e la trasformazione in azienda di prodotto, l'obiettivo dichiarato è «rendere l'Ai avanzata accessibile, sicura e utile per ogni persona e organizzazione».
OpenAi avvia la Ipo da mille miliardi
Presentati alla Sec i documenti per la quotazione, ma la data non è ancora fissata










