Anche Sam Altman porta OpenAI in borsa. Era l'ultima grande startup dell'AI a mancare. Lunedì l'azienda ha annunciato di aver depositato i documenti per la quotazione alla SEC, la Consob americana. Secondo il Financial Times, la valutazione potrebbe superare i mille miliardi. I tempi non sono ancora definiti, ma Goldman Sachs e Morgan Stanley, le banche che seguono l'operazione, indicano l'autunno come la finestra più probabile.

Con questa mossa si chiude un cerchio. Nell'arco di poche settimane le tre aziende che stanno ridisegnando i confini dell'intelligenza artificiale globale hanno tutte e tre bussato a Wall Street. SpaceX di Elon Musk ha depositato i documenti per quella che potrebbe essere la più grande quotazione della storia, con l'obiettivo di raccogliere oltre 80 miliardi di dollari e una valutazione stimata attorno a 1.750 miliardi, più del PIL dell'Australia per capirci. Anthropic dei fratelli Dario e Daniela Amodei ha depositato i propri documenti il 2 giugno, con una valutazione di mille miliardi. Adesso tocca a OpenAI, valutata anche lei intorno ai mille miliardi.

Non è una coincidenza di calendario. Sono tre anni che l'AI domina i mercati, gli investitori continuano a scommettere su di essa e i listini americani macinano record. Quando la finestra è aperta, si passa. E tutte e tre hanno deciso di oltrepassare quella soglia insieme.