L'intera gestione della casa e delle due bambine più piccole che vi abitavano era affidata a una sola persona: non alla madre, Emanuela Aliello, né tantomeno al suo compagno, Emmanuel Iannuzzi, ma alla più grande delle tre figlie della donna, la sorella maggiore della piccola Beatrice, che a 9 anni aveva già responsabilità e impegni che a quell'età non bisognerebbe neanche conoscere. Lo scenario della vita familiare che si svolgeva nell'abitazione di Perinaldo - comune di circa 800 abitanti vicino a Bordighera -, in cui la bimba di 2 anni sarebbe morta il 9 febbraio scorso per via delle botte subite dalla sua stessa madre e dal suo compagno, diventa sempre più inquietante man mano che gli inquirenti ne svelano i dettagli: foto del volto tumefatto di Beatrice, consumo di alcol e droga, la maggiore costretta a prendersi cura della più piccola, anche quando era malata. E poi, i messaggi choc di Iannuzzi alla figlia "grande": "Che faccia da c... ha tua sorella. Non la lanci dalla finestra?". E ancora: "Sta pezza di m... Speriamo che si sveglia tra sei mesi, questa m...".