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“Vai a dormire. Adesso ti picchio. Mi porto via la mamma e non torna più”. E ancora: “Ma non butti Beatrice dalla finestra? Speriamo si svegli tra sei mesi”. Sono le frasi choc che Emanuel Iannuzzi avrebbe detto alle sorelline della piccola Beatrice, la bimba di 2 anni morta a Bordighera, in Liguria, lo scorso 9 febbraio. L’uomo è accusato di maltrattamenti aggravati dalla morte in concorso con la madre delle 3 bambine, Emanuela Aiello, la quale, però, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, ha respinto ogni addebito, dichiarando altresì che il compagno non avrebbe mai picchiato le figlie in sua presenza. Sta di fatto che, agli atti dell’inchiesta coordinata dalla procura di Imperia, ci sarebbero foto e video delle presunte violenze. Come il filmato in cui Iannuzzi avrebbe costretto Beatrice a fumare una sigaretta contenente, secondo gli investigatori, una sostanza stupefacente, forse marijuana.

L’amico di Iannuzzi

La stessa marijuana che i due indagati avrebbero fumato la sera del 7 febbraio in casa di Iannuzzi a Perinaldo, non lontano da Bordighera, mentre la piccola Bea già versava in una condizione di profonda sofferenza fisica. A quella cena ha partecipato anche un amico di Iannuzzi, che è totalmente estraneo alla vicenda. Intervistato dall’inviata di Dentro La Notizia, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi, l’uomo ha raccontato che la bimba si trovava al piano superiore dell’appartamento con le due sorelline e piangeva perché non stava bene: “L’ho comunicato alla mamma ed Emanuela ha detto ‘non chiamiamo l’ambulanza perché altrimenti i miei suoceri chissà cosa combinano’. Non c’era niente da fare. La madre ha deciso che nonostante quello che avessi visto non era da chiamare i soccorsi”. Alcuni giorni dopo aver appreso la notizia della morte di Beatrice, l’uomo ha chiamato Iannuzzi: “Mi ha detto che era stato un incidente, una cosa di cui non potevamo farci carico”.