di
Alessandro Fulloni
Bordighera, le nuove carte. La mamma al gip: mai picchiato le mie figlie. Il compagno non risponde
DAL NOSTRO INVIATOBORDIGHERA (IMPERIA) - Le foto, sconvolgenti. La prima è quella che, a vederla, fa stare peggio: in un angolo dell’abitazione a Bordighera c’è la culla con una copertina rossa, il «sudario» dentro cui Beatrice, già morta, venne avvolta a casa di Emanuel Iannuzzi, l’uomo che l’ha ripetutamente picchiata assieme alla madre della piccola, Manuela Aiello. Accanto al panno, il peluche sorridente di Bugs Bunny. Stop.
Il resto del calvario della piccola, due anni, sta in altre immagini terribili: lividi dai piedi alla testa. Sul capo, i capelli strappati. Poi c’è la sintesi della pm Veronica Meglio, titolare dell’inchiesta, che spiega il senso di quelle foto. «Per più di un mese Beatrice ha sempre avuto il volto deturpato da vistose ed estese ecchimosi» si legge nelle carte consegnate al gip di Imperia che sabato ha firmato l’arresto di Aiello e Iannuzzi per l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima. Nonostante l’evidenza di quelle percosse «né la madre, né gli altri familiari, e in particolare i nonni materni — sottolinea l’accusa — facevano nulla per sottoporla ai dovuti e necessari soccorsi».











