Secondo i pm hanno mentito durante gli interrogatori. E hanno taciuto e minimizzato sulla situazione. Intanto Manuela Aiello dice che Iannuzzi le ha rotto due costole
Un muro di omertà. E il silenzio della sfera familiare. Sia quando Beatrice era in vita che dopo la morte della bimba a Bordighera. È l’accusa della procura di Imperia nella richiesta di misura cautelare per Manuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi. Entrambi sono accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina di due anni. Sotto accusa, spiega oggi La Stampa, ci sono i nonni materni Antonino Aiello e Vincenza D’Andrea. Che secondo i pm hanno mentito durante gli interrogatori «perché tacevano di aver ricevuto le richieste di aiuto da parte delle nipoti e comunque minimizzavano la gravità dei lividi visti sul corpo di Beatrice».
Le accuse ai nonni materni di Beatrice
Secondo le carte il 19 febbraio Antonino Aiello «precisava di non aver mai notato lividi o segni riconducibili a traumi sul corpo della nipote, di averla vista il 5 febbraio senza segni e poi anche il 6 mattina, quando “aveva due lividi ben visibili sulla fronte” . In tale occasione chiedeva alla figlia come se li era procurati e lei gli rispondeva dicendo che era caduta dalla culla. Antonino Aiello affermava altresì di non aver mai ricevuto confidenze dalle nipoti su comportamenti violenti della madre». Vincenza D’Andrea invece ha detto agli inquirenti che «venti giorni prima della morte di Beatrice quest’ultima presentava un piccolo livido sotto l’occhio sinistro in relazione al quale la figlia le diceva che se lo era procurata sbattendo su un radiatore».












