Tra presunte omissioni e dichiarazioni ritenute contraddittorie, anche i nonni materni di Beatrice finiscono sotto la lente della Procura di Imperia. Per gli inquirenti si sarebbe creato un “muro di omertà e silenzio” attorno alla bambina. Nel frattempo Emanuel Iannuzzi, compagno della madre della piccola, è stato trasferito dal carcere di Marassi a quello di Ivrea dopo le minacce ricevute da altri detenuti legate alle accuse a suo carico nel caso.

immagine di repertorio

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Sono i nonni materni della piccola Beatrice uno dei punti più delicati dell’inchiesta sulla morte della bambina avvenuta a Bordighera. Per la Procura di Imperia, infatti, anche all’interno della famiglia allargata si sarebbe creato quello che la pm Veronica Meglio definisce un vero e proprio "muro di omertà e silenzio", fatto di omissioni, minimizzazioni e mancati interventi nonostante segnali che, secondo gli inquirenti, avrebbero dovuto far scattare in tempo l’allarme.

Nel fascicolo, oltre alle accuse nei confronti della madre E. A. e del compagno Emanuel Iannuzzi – entrambi indagati per maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina – emerge infatti anche il ruolo dei genitori della donna. Gli investigatori si sono concentrati in particolare sule loro dichiarazioni e su ciò che avrebbero visto nei mesi precedenti alla tragedia. Secondo la ricostruzione della Procura, i nonni materni avrebbero avuto contatti frequenti con la nipotina e, in più occasioni, avrebbero notato segni fisici riconducibili a possibili traumi. Tuttavia, in sede di interrogatorio, le loro versioni sarebbero apparse in parte discordanti e in alcuni passaggi considerate non pienamente attendibili.