Imperia – Il primo arrivato in tribunale, intorno alle 10, è stato Franco Iannuzzi, padre di Emanuel. Arrestato sabato scorso perché i carabinieri, durante i sequestri legati all’indagine sulla raccapricciante morte di Beatrice Aiello, gli hanno trovato tritolo, polvere da sparo e cartucce. Anche lui, di fronte al gip, dovrà spiegare perché tutto quel materiale conservato in casa.
Poco prima delle 11.30, invece, scortato dalla penitenziaria, è entrato a palazzo di giustizia lo stesso Emanuel Iannuzzi. Che risponde insieme alla madre di Beatrice, Emanuela, di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. Mesi di violenze e vessazioni che secondo la Procura hanno portato al decesso della bimba.
Iannuzzi è rimasto in silenzio davanti al giudice ma, dicono gli avvocati Cristian Urbini e Maria Gioffré, «lo ha fatto dietro nostro consiglio perché non abbiamo gli atti, ma solo l’ordinanza di custodia cautelare. Ci hanno detto che ci sono dei problemi in cancelleria e forse soltanto oggi pomeriggio potremmo leggere alcuni documenti, per immagini e video ci vorranno altri giorni».
I due legali sostengono che «Iannuzzi è sconvolto e continua a dirsi innocente». Dopo il 42enne, è comparsa davanti al gip Emanuela Aiello, che invece risponderà al giudice.










