Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta relativa alla morte della piccola Beatrice. Emanuela Aiello, 44 anni, madre della bambina, è accusata non soltanto di aver esercitato violenze sulla figlia, ma anche di non essere intervenuta davanti ai presunti maltrattamenti commessi dal compagno Manuel Iannuzzi. Entrambi sono stati arrestati e devono rispondere dell'accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.

La donna comparirà davanti al giudice per l'interrogatorio di garanzia il prossimo 3 giugno nel carcere di Pontedecimo. Secondo gli investigatori, Aiello avrebbe inoltre trascurato le proprie responsabilità genitoriali nei confronti delle tre figlie, lasciandole spesso sole per trascorrere del tempo con il compagno. Le contestazioni riguardano anche il comportamento tenuto nei confronti delle altre due bambine, di 9 e 7 anni. Stando alle indagini, la donna avrebbe reagito con insulti e bestemmie quando le figlie la interrompevano durante le telefonate e avrebbe negato alla piccola Beatrice le cure mediche necessarie.

L'inchiesta dei carabinieri

Fin dalle prime fasi dell'inchiesta, i carabinieri avevano raccolto la testimonianza di una donna che aveva descritto Emanuela Aiello come una persona che «picchiare quotidianamente» la figlia più piccola e come una «madre violenta». Le numerose incongruenze emerse nei racconti della 44enne avevano inizialmente spinto il giudice a disporre la custodia cautelare con l'accusa di omicidio preterintenzionale. Gli approfondimenti investigativi successivi avrebbero poi consentito di ricostruire un quadro fatto di presunte violenze sulla bambina più piccola e di comportamenti coercitivi nei confronti delle sorelle maggiori.