È accusata non solo di aver picchiato la figlia ma anche di aver assistito senza far nulla alle violenze sulla bambina commesse dal suo compagno, Emanuela Aiello, la 44enne mamma della piccola Beatrice nei cuoi confronti è scattata l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. La donna sarà sentita dal Gip nell’interrogatorio di garanzia mercoledì 3 giugno nel carcere di Pontedicimo.

Aiello, madre di altre due bambine di 9 e 7 anni, è accusata anche di aver lasciato sole le tre bambine per restare a casa del suo compagno Emanuel Iannuzzi (arrestato ieri e al quale gli inquirenti contestano la stessa accusa della donna), di aver rimproverato le figlie più grandi quando la disturbavano al telefono con insulti e bestemmie e di aver negato l’assistenza medica a Beatrice. Già nelle prime ore dell’indagine, i carabinieri avevano raccolto la testimonianza di una donna che aveva affermato come Emanuela Aiello fosse solita «picchiare quotidianamente» la figlia più piccola e che era una «madre violenta». Le reiterate contraddizioni nelle parole della Aiello avevano convinto il giudice a disporre la custodia cautelare per omicidio preterintenzionale. Le successive indagini hanno portato ad appurare le violenze sulla figlia più piccola e la coercizione sulle due bambine più grandi. In più, scrivono gli inquirenti, la sequenza di menzogne e contraddizioni che la donna ha profferito «nel tentativo - si legge nell’ordinanza - di sviare da sé e dal compagno ogni sospetto». Mentendo più e più volte, Aiello «ha manifestato un’inquietante tendenza a camuffare o addirittura a distorcere i dati di realtà secondo la propria convenienza e, di conseguenza, influenzare gli eventuali testimoni indiretti». Da qui l'esigenza cautelare per la madre della piccola vittima.