Piange davanti al gip Emanuela Aiello, la madre della piccola Beatrice, la bimba di 2 anni morta a Bordighera per le botte ricevute dalla madre e dal suo compagno. «Non ho mai messo le mani addosso alle mie figlie e non ho mai assistito a episodi di violenza nei confronti delle figlie», ha detto nell'interrogatorio secondo quanto riferito dall'avvocato Bruno di Giovanni che con Laura Corbetta la difende.

«Abbiamo preso atto che è stato modificato il capo di imputazione - ha aggiunto il legale l'avvocato -. Purtroppo gli atti non ci sono stati ancora forniti. Aiello ha risposto a tutte le domande del gip e del pm, si è commossa e ha pianto al ricordo di Beatrice». Emanuela Aiello resta in carcere.Il compagno "sconvolto" Manuel Iannuzzi, il compagno della donna, non ha invece risposto al gip Massimiliano Botti durante l'interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina nel carcere di Imperia, dove è stato trasferito dal carcere genovese di Marassi, dove si trova detenuto. Iannuzzi è assistito dagli avvocati Cristian Urbini e Maria Gioffrè. Quest'ultima all'Adnkronos ha confermato la scelta di Iannuzzi di non rispondere perché la difesa non ha ancora in mano gli atti. «Rispondere sarebbe stato farlo alla cieca, il prossimo passo sarà quello di ricevere gli atti e poi, insieme al pool difensivo di cui fanno parte anche il medico legale e il criminologo, valutare di volta in volta come procedere», ha detto. Gioffrè riferisce che Iannuzzi sarebbe «sconvolto da tutta la sua situazione, la misura cautelare era inaspettata, lui continua a professare la propria innocenza».Le sorelline 'Bambine adultizzate', si legge nella relazione dei servizi sociali finita negli atti d'indagine che ha portato in carcere la coppia. La relazione si riferisce alle sorelline della piccola Bea, di 7 e 9 anni, che avrebbero vissuto l'inferno: da che la madre aveva intrapreso la relazione con Iannuzzi venivano lasciate molto spesso da sole nella casa di Bordighera. Anche il giorno di Natale erano sole, e a Capodanno, quando Iannuzzi e l'Aiello imposero loro di pulire la casa. Sono state loro a venire punite se mostravano affetto a Beatrice: quando la più piccola, 7 anni, ha dato un bacino a Beatrice è stata minacciata da Iannuzzi: «Ti ho visto...». Per un po' d'attenzione data alla sorellina ha ricevuto un manrovescio. Stessa cosa anche per l'altra sorella, la ragazzina di 9 anni che si occupava di Beatrice. Lei, che una volta venne chiusa in una stanza della casa per un'ora perché aveva osato chiedere di uscire insieme alla mamma e a Iannuzzi. Lei che veniva minacciata di prendere le botte se piangeva. Lei che urlava 'aiuto' dalla finestra perché Beatrice stava male ma l'avevano chiusa in una stanza al piano di sopra senza cellulare perché sua madre e il suo compagno cenavano, bevevano e fumavano e non le volevano tra i piedi. Lei che alla fine ha 'osato' sfidare la madre: «Mamma ti ho chiamato tre volte e tu non mi hai risposto. Non mi avevate lasciato niente con cui chiamare, l'unica cosa urlo o urlo. Ci avevate chiuse dentro. Cioè cosa dovevo fare, ancora volete dare la colpa a me che non ho chiamato?". Eppure sono andate avanti, tutte e due. E una volta sottratte dall'ambiente che le aveva totalmente schiacciate hanno ritrovato le parole per raccontare, con lucidità, quello che è successo da quando sua madre ha incontrato Iannuzzi. Emanuel Iannuzzi era già noto in paese e alle cronache per esser stato arrestato nel 2019. Che fosse un violento lo si diceva in paese. Poi un giorno si è ripreso con il proprio smartphone mentre, con un colpo diretto alla testa, ha ucciso un maialino. Un atto di pura crudeltà ripreso in un video. Negli ultimi mesi aveva anche fotografato i lividi sul volto di Beatrice, dopo le botte che le dava: a mani nude, con i fili elettrici, con la cintura. E quelle immagini, compreso il video di quando le ha messo in bocca una sigaretta di hashish fatta a mano e l'ha accesa, prendendola in giro in presenza delle sorelle e della madre, sono un punto fermo nelle indagini della procura di Imperia. Assieme alle lacrime delle due sorelline, assieme alle bestemmie nei messaggi della madre alla figlia più grande che chiedeva aiuto, assieme alle testimonianze di chi conosceva la famiglia, assieme alle menzogne dell'Aiello. Domani sia Emanuela Aiello, reclusa nel carcere di Torino, che Emanuel Iannuzzi, in isolamento nel carcere di Genova saranno davanti al gip di Imperia per l'interrogatorio di garanzia.