La donna, in lacrime davanti al giudice per la convalida dell’arresto, ha risposto alle domande a differenza del compagno Manuel Iannuzzi, affermando però di non aver mai picchiato le figlie e di non aver mai assistito alle violenze sulla piccola Beatrice di 2 anni morta a Bordighera.

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Ha risposto alle domande del giudice ma in lacrime ha negato ogni addebito la madre della piccola Beatrice, la piccola di 2 anni morta a Bordighera lo scorso 9 febbraio dopo quelle che gli inquirenti definiscono “Violenze brutali e continue” subite in casa. Nell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip di Imperia, a cui è stata sottoposta oggi in carcere, la donna ha negato di aver mai picchiato la bimba così come le altre due sorelline più grandi ma ha anche difeso il compagno, Manuel Iannuzzi, arrestato nei giorni scorsi con le stesse accuse di maltrattamenti aggravati e continuati con conseguente morte della bambina.

"Non ho mai messo le mani addosso alle mie figlie e non ho mai assistito a episodi di violenza nei loro confronti" ha sostenuto infatti davanti al giudice per le indagini preliminari la mamma di Beatrice, secondo quanto riferito dai suoi avvocati al termine dell’interrogatorio a cui hanno assistito. “Ha risposto a tutte le domande del gip e del pm, si è commossa e ha pianto al ricordo di Beatrice" ha riferito l'avvocato Bruno di Giovanni, rivelando: "Abbiamo preso atto che è stato modificato il capo di imputazione ma purtroppo gli atti non ci sono stati ancora forniti”. Il riferimento è ai nuovi reati più gravi che sono stati contestati alla donna, che era già in carcere, nel nuovo provvedimento cautelare che ha portato all’arresto del compagno, ritenuto dagli inquirenti autore delle percosse che hanno causato la morte della piccola Beatrice.