Emanuela Aiello, la madre della bimba morta a Bordighera, si è sottoposta all’interrogatorio di garanzia. Insieme al compagno, Emanuel Iannuzzi, la donna è indagata per concorso in maltrattamenti aggravati dalla morte. A differenza dell’uomo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, Aiello ha pianto nel ricordare la figlia e ha negato di aver mai picchiato le sue bambine o di aver assistito a episodi di violenza nei loro confronti.

L'interrogatorio a Emanuela Aiello

Iannuzzi si è avvalso della facoltà di non rispondere

Il colloquio tra Emanuela Aiello e il padre delle figlie

L’interrogatorio a Emanuela AielloNell’interrogatorio davanti al Gip, Emanuela Aiello ha detto di non aver “mai messo le mani addosso alle sue figlie” e di non aver “mai assistito a episodi di violenza nei confronti delle figlie”. Lo ha riferito l’avvocato Bruno di Giovanni che con Laura Corbetta la difende.“Abbiamo preso atto che è stato modificato il capo di imputazione – ha aggiunto il legale l’avvocato -. Purtroppo gli atti non ci sono stati ancora forniti. Aiello ha risposto a tutte le domande del gip e del pm, si è commossa e ha pianto al ricordo di Beatrice”.ANSAAl termine dell’interrogatorio è stata convalidata la detenzione in carcere della donna per la morte della figlia più piccola, Beatrice, due anni. Anche Emanuel Iannuzzi, è stato interrogato, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip di Imperia.Intanto emergono nuovi dettagli dalla relazione dei servizi sociali finita negli atti d’indagine, grazie alle testimonianze delle altre due figlie di Aiello, di sette e nove anni. Da quando la madre, 44 anni, aveva iniziato a frequentare il nuovo compagno, 42, venivano spesso lasciate da sole nella loro casa.Non è escluso che la donna possa dover rispondere anche per il reato di abbandono di minori.