Manuela Aiello abbandonava le figlie di 9, 7 e 2 anni in casa da sole, anche la notte, nella casa di Bordighera, per andare dal fidanzato Emanuel Iannuzzi a Perinaldo, a circa 20 chilometri di distanza. E lo ha fatto per quattro mesi, anche per più giorni consecutivi. In una casa dove è stata riscontrata «una situazione di grave degrado, incuria e sporcizia inidonea e incompatibile con la presenza di tre bambine». Dalle carte dell’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, trovata senza vita il 9 febbraio a casa della madre a Bordighera, dopo le prove delle violenze raccolte dalla procura di Imperia, emergono altri elementi drammatici. A raccontarlo agli inquirenti la figlia maggiore della donna (in carcere, insieme al compagno, con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima): «La mamma per quattro mesi ci ha lasciato da sole perché andava a dormire a casa di Emanuel». Aiello, come emerso dalle indagini, ha iniziato a frequentare Iannuzzi nell’ottobre del 2025. Per un mese le cose sono andate bene, poi qualcosa è cambiato. «Aiello - scrivono gli inquirenti - ha iniziato ad abusare di bevande alcoliche e sia lei sia Iannuzzi hanno mutato il loro atteggiamento, diventando fisicamente violenti in particolar modo nei confronti di Beatrice per punire i suoi ordinari comportamenti da bambina».
Beatrice e le sue sorelline lasciate sole di notte per mesi. Gli insulti se chiedevano aiuto
Nell’inchiesta sulla morte della bimba di 2 anni a Bordighera emergono dettagli drammatici. Le violenze anche prima della festa in famiglia. L’uomo alla bambin…











