Roma, 2 giu. (askanews) – “L’accordo lampo tra Consiglio e Parlamento europeo sul nuovo Regolamento Rimpatri, trainato dalla maggioranza tra popolari ed estreme destre, è un fallimento normativo che non solo calpesta i diritti fondamentali, ma minerà l’efficienza stessa del sistema, generando un inevitabile caos e un blocco dei tribunali in tutta Europa”. Lo hanno dichiarato Cecilia Strada, eurodeputata Pd e Nicola Zingaretti, capodelegazione PD al Parlamento europeo.
“Il testo approvato fallisce nel suo obiettivo primario di creare una procedura di rimpatrio uniforme a livello europeo. Quasi tutte le fasi cruciali restano delegate alle legislazioni nazionali. Come se non bastasse, l’entrata in vigore asimmetrica della norma sfiora il paradosso. Solo 13 articoli entreranno subito in vigore, mentre gli altri, oltre 30, slitteranno di un anno perché gli Stati membri non sono pronti. La conseguenza è che, per diversi mesi, la vecchia Direttiva Rimpatri e una manciata di nuovi articoli del Regolamento coesisteranno in un limbo giuridico, portando a un caos amministrativo senza precedenti, che costringerà i giudici a districarsi in un labirinto di norme contraddittorie, provocando un ingolfamento inevitabile dei tribunali. Inoltre, l’introduzione di una definizione incredibilmente ampia di ‘rischio per la sicurezza’ farà sì che un numero spropositato di persone venga catalogato sotto questa voce, con il risultato che i veri profili pericolosi finiranno per perdersi nel mucchio, rendendo l’intero sistema meno sicuro e meno efficace”, concludono.














