Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento Rimpatri: i nuovi return hubs in Paesi terzi potranno entrare in funzione già prima del prossimo anno. Il testo è passato con il sostegno compatto del Ppe. Critico Nicola Zingaretti (Pd), che definisce quel voto “un errore” e avverte: è un “suicidio” per i valori fondanti del popolarismo europeo.

Nicola Zingaretti, capodelegazione del Partito democratico al Parlamento europeo.

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Non dovranno attendere il 2027: i nuovi return hubs saranno attivabili da subito – fun-zio-ne-ranno per citare la premier Meloni – dopo il via libera del regolamento Rimpatri, votato mercoledì 17 giugno dall’Eurocamera. I nuovi centri per i rimpatri rientrano infatti tra le disposizioni del testo che avranno applicazione immediata, senza dover attendere un anno dall’entrata in vigore della normativa.

L’approvazione della nuova legge europea, arrivata con 418 sì, 218 no e 30 astenuti, è frutto del voto unanime e favorevole del Partito popolare europeo (Ppe), il gruppo di maggioranza nell’Eurocamera. Un voto che il capodelegazione del Partito democratico in Europa, Nicola Zingaretti, considera “un errore”, se non un “suicidio”. Come spiega a Fanpage.it, il Ppe così “non sta svolgendo alcun ruolo di argine sulla base di valori democratici e, mi permetto di dire, di solidarietà cristiana: viene meno il motivo stesso dell’esistenza del popolarismo”. Cosa prevede il regolamento Rimpatri dell'Unione europea La riforma consentirà agli Stati membri di stipulare accordi con Paesi terzi per trasferire migranti destinatari di un provvedimento di espulsione in strutture situate fuori dai confini dell’Unione, dove potranno restare in attesa del rimpatrio definitivo per un periodo fino a 24 mesi. Una misura che, ad esempio, avrà effetto su chi arriva in un Paese comunitario e presenta domanda di asilo, ma la cui richiesta viene poi respinta. Gli unici esclusi dalla procedura saranno i minori non accompagnati. Inoltre, con il consenso delle autorità giudiziarie, le forze dell’ordine dei Paesi membri potranno disporre perquisizioni delle persone, delle abitazioni o di locali oggetto di indagine e procedere al sequestro di dispositivi elettronici o effetti personali.