Onorevole Riccardo Magi, segretario di + Europa, l’accordo Ue sul regolamento rimpatri rende la gestione dei flussi migratori più efficace, in Europa?
Assolutamente no, anzi. È il vento politico di destra che soffia e va nella direzione di smantellare un sistema d’asilo basato sui principi fondativi dell’Ue e sulle convenzioni internazionali, a partire dalla Convenzione di Ginevra. Insieme al nuovo Patto Migrazione e asilo contrasta infatti con il Trattato sul Funzionamento dell’Ue (Tfue) che prevede una politica comune in materia di protezione dei migranti.
Rimpatri immediati e hub di ritorno in Paesi terzi previo accordi bilaterali, repressione dell’immigrazione stile Ice, obbligo di reclusione… Si tolgono diritti solo ai migranti?
Quando si demolisce lo Stato di diritto, le conseguenze investono tutti, non solo i migranti. In questo modo, gli Stati membri sperano di disfarsi di alcuni obblighi giuridici che però sono fondativi della democrazia. E si tenta di archiviare la spinta opposta degli ultimi anni, quando in Europa si provava ad esempio a modificare il regolamento di Dublino, per costruire un sistema di accoglienza più condiviso e solidaristico tra gli Stati. Qui invece siamo all’apoteosi dell’egoismo nazionalista, malgrado non vi sia alcuna emergenza numerica.














