C'è l'accordo tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio sul regolamento rimpatri. Dopo diversi rinvii, i colegislatori hanno trovato l'intesa sul provvedimento chiave della nuova politica europea sui migranti, il tassello mancante del nuovo Patto Migrazione e Asilo. Le nuove norme impongono obblighi di cooperazione con le autorità ai cittadini di Paesi terzi che non hanno diritto di soggiorno negli Stati membri. Prevedono inoltre strumenti per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e la creazione di hub per i rimpatri nei Paesi terzi. L'intesa deve essere ora approvata dalla commissione Libe e dalla plenaria.

Obblighi più stringenti per chi non ha il diritto di soggiorno

Il nuovo regolamento rimpatri introduce obblighi più stringenti per i migranti senza diritto di soggiorno, imponendo la cooperazione con le autorità e l'obbligo di lasciare il territorio dell'Ue. Prevede inoltre la possibilità di istituire centri di rimpatrio in Paesi terzi, destinati ad accogliere le persone oggetto di un ordine di espulsione in attesa del ritorno nel Paese d'origine o in un altro Stato terzo. La proposta introduce anche un Ordine europeo di rimpatrio (Ero) per facilitare il riconoscimento delle decisioni adottate da altri Stati membri, anche se il riconoscimento reciproco resterà inizialmente volontario. Sono infine previste procedure più severe per le persone considerate una minaccia per la sicurezza pubblica. La posizione del Parlamento era stata approvata lo scorso 26 marzo dalla plenaria, con i voti del Ppe e delle forze di destra, mentre il Consiglio ha adottato la sua posizione lo scorso 8 dicembre 2025. A condurre i negoziati per l'Eurocamera il relatore olandese Malik Azmani (Renew), che domani terrà una conferenza stampa al Parlamento.