di

Alessandro Fulloni

Beatrice venne picchiata in ogni modo: calci, pugni, capelli tirati e addirittura strappati, il viso sbattuto contro muri, finestre, pavimenti

È una «canna», quella che Emanuel Iannuzzi fa fumare a Beatrice, due anni, morta per le percosse inflitte da lui e dalla madre della piccolina, Manuela Aiello. L’uomo, 42 anni, edile con impieghi saltuari — «indole crudele», così lo ritrae nelle carte la pm Veronica Meglio riportando i precedenti per «uccisione di animali» e «detenzione di armi» — in un video la chiama proprio così: «una canna». Il filmato lo riprende mentre, accanto a Manuela e alle sorelline della piccola, 9 e 7 anni, «fa fumare la sigaretta artigianale, verosimilmente con hashish o marijuana, a Beatrice». Poi la «prende in giro» davanti a tutti, ride, addirittura sghignazza, «dimostrando totale indifferenza rispetto al malessere» manifestato dalla bambina e ai «pericoli a cui la esponeva».

L'ordinanza che descrive l'incuboÈ una specie di viaggio nell’incubo, l’ordinanza firmata dal gip di Imperia Massimiliano Botti che ha disposto l’arresto della coppia accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima. Beatrice venne picchiata in ogni modo: calci, pugni, capelli tirati e addirittura strappati, il viso sbattuto contro muri, finestre, pavimenti.