Genova, 2 giugno 2026 - Tra le carte dell'inchiesta che ha portato in carcere Emanuel Iannuzzi, 42 anni e Emanuela Aiello, 44 anni per i maltrattamenti che hanno portato alla morte della piccola Beatrice, 2 anni, emerge con forza la figura delle due sorelline di 7 e 9 anni, bambine che sono state sostanzialmente abbandonate dalla madre sia come figlie che, soprattutto la più grande, come responsabile della piccola Bea.

"Bambine adultizzate", scrivono gli assistenti sociali nella relazione inclusa nel fascicolo del pm che nonostante la giovanissima età accudivano Beatrice, pulivano casa, andavano a scuola con buon profitto. Eppure l'inferno che hanno passato emerge solo adesso che sono state allontanate da quella casa e non sono più soggiogate dalla madre e dal terrore che Iannuzzi incuteva loro. La più grande che veniva chiusa per un'ora in una stanza solo perché osava chiedere di poter uscire con la mamma e Iannuzzi, gli insulti e le bestemmie di sua madre quando chiedeva auto perché Beatrice stava male, lo schiaffo dato da Iannuzzi alla sorellina di 7 anni perché aveva dimostrato affetto alla piccolina, la minaccia "ti ho visto sai..." perché si era azzardata a dare un bacino a quella sorellina coperta di lividi. La posizione della madre verso le due bambine è al vaglio della magistratura. Non è escluso, anche se per il momento non c'è conferma, che la donna possa essere accusata anche di abbandono di minori. Nella combo, Emanuel Iannuzzi, Emanuela Aiello e la villetta di Bordighera dove viveva la bambina trovata morta lo scorso 9 febbraio. Bordighera, 31 maggio 2026. ANSA/Alice Spagnolo//Facebook/Manuel Iannuzzi//Emanuela Aiello +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++