Mettici il voto a Venezia, una disfatta per la sinistra. E mettici la possibilità di votare con il cosiddetto Stabilicum. Et voilà, il quadro è perfetto. Per cosa? Presto detto: per consegnare la leadership dell'ipotetico campo largo a Silvia Salis, in barba a Giuseppe Conte ed Elly Schlein.

Nelle retrovie del centrosinistra, infatti, da settimane prende forma un un piano che punta a rimettere in discussione gli equilibri interni della coalizione. Secondo chi segue il dossier, il risultato delle amministrative veneziane avrebbe rappresentato l'ultimo elemento necessario per riaprire il dibattito sulla guida dell'alleanza progressista. "Se non ora quando?", ironizza un parlamentare che segue da vicino la partita citato da Il Tempo.

L'idea di affidare un ruolo nazionale alla sindaca di Genova non è nuova. Già nei mesi scorsi Salis aveva fatto capire di non gradire la strada delle consultazioni interne: "Le primarie sono divisive, se invece mi offrissero la candidatura...". Parole che al Nazareno erano state accolte senza particolare entusiasmo, anche perché la leadership di Elly Schlein appariva saldamente consolidata.

OTTO E MEZZO, ALESSANDRA TODDE STRONCA SILVIA SALIS LEADER: "COSA DEVE FARE PRIMA"