Se le chiedessero di fare la candidata premier, ci farebbe un pensiero. Quello che, ormai da mesi, è oggetto di conversazioni a microfoni spenti in tutto il centrosinistra e materia di retroscena - ma sempre smentiti dall’interessata- per la prima volta emerge come ipotesi reale nelle parole di Silvia Salis, sindaca di Genova, da molti guardata come possibile candidato premier. Se le proponessero di candidarsi contro Giorgia Meloni «sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione», ha risposto a Bloomberg, confessando che «quest’attenzione nazionale mi lusinga». Un altro passo verso un ruolo di primo piano sulla scena nazionale. E non si è tirata indietro quando le hanno domandato se vede delle somiglianze tra lei e Giorgia Meloni: «No, mi chiamo Silvia... Ma sì, sono una madre, sono cristiana e sono anche sposata. Ho “spuntato” tutte le caselle».

In altri momenti, queste parole sarebbero scivolate via. Ma non ora che la partita per la premiership è di fatto iniziata, come si è visto giovedì alla Camera dei deputati durante l’informativa della premier e come si vedrà lunedì, quando Elly Schlein e Giuseppe Conte, quasi in contemporanea, si sfideranno: la prima lo farà davanti alla direzione nazionale del Pd, il secondo presentando al Tempio Adriano il suo nuovo libro. Anche se di ufficiale ancora non c’è nulla: né la scelta del metodo per indicare il candidato premier, né la data di eventuali primarie (sempre se si faranno), né i nomi che sarebbero pronti a concorrere, né il programma che, a detta di tutti, dovrebbe precedere la scelta del candidato premier. Siamo ai preliminari.