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Le ultime tessere del puzzle si sono incastrate alla perfezione. Il quadro ora è completo: il momento giusto sta per arrivare. «Se non ora quando?», ironizza un parlamentare che ha accesso al delicato dossier. Per settimane il disegno era rimasto incompiuto: mancava il tassello decisivo, la sconfitta elettorale a Venezia. Un tonico per chi, a sinistra, scommetteva sul panico del quartier generale: tutto torna in discussione. Facciamo un passo indietro. Un paio di mesi fa la sindaca di Genova, Silvia Salis, aveva dettato le sue condizioni: «Le primarie sono divisive, se invece mi offrissero la candidatura...». Al Nazareno l’offensiva glamour dell’ex atleta venne subito derubricata: Elly Schlein è fortissima. Le vecchie “volpi”, però, non si sono arrese. Da mesi lavorano nell’ombra a caccia del federatore: in politica un inciampo è sempre dietro l’angolo. Nel frattempo, la legge elettorale proposta dalla maggioranza continua il suo percorso parlamentare: il via libera alla prima lettura potrebbe arrivare prima della pausa estiva. Un dettaglio non secondario: le coalizioni dovranno indicare sulla scheda il loro candidato premier. In questo modo svanirebbe l’ultimo artificio del campo largo: mettersi d’accordo dopo le elezioni. Come in un eterno Monopoli: si torna al Via.












