Il debutto del campo largo evidenzia tutte le sue fragilità politiche. Al di là dell’aritmetica elettorale, le divisioni sulla politica estera, riemerse con le posizioni di Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina e sulla Russia, mettono in discussione la tenuta dell’alleanza. Il silenzio del Pd di Elly Schlein, rinvia ma non risolve il nodo più delicato della coalizione. Il commento di Fabrizio Cicchitto, presidente ReL Riformismo e Libertà, direttore Civiltà Socialità

Si può fare di tutto per mascherare le cose, magari imitare lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia. Ma prima o poi l’ora della verità arriva.

Allora, sulla base di un calcolo numerico, prima che politico, il campo largo, specie dopo la rottura di Vannacci, ha qualche possibilità di vincere le prossime elezioni politiche se mette assieme tutte le liste di sinistra e di centrosinistra che si muovono in giro per il campo.

Ma oltre che il calcolo numerico, è indispensabile che i conti tornino anche sul piano politico.

Allora, già la prima sortita fatta a Napoli dai quattro partiti leader è stata un duplice azzardo, in primo luogo l’ambiente napoletano si è rivelato di per sé assai vivace, e un bel pezzo di estremisti di sinistra, rigorosamente esclusi in via pregiudiziale, sono affluiti e si sono fatti sentire, dando l’impressione che la sinistra nel suo complesso sia un’armata brancaleone che appena si riunisce finisce a pomodorate.