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Ha ottenuto le briciole il Movimento Cinquestelle all’esito delle Amministrative di domenica e lunedì scorsi. Un risicatissimo 3 per cento che fa rima con la delusione dei vertici del partito, soprattutto quelli locali. Una quota ben distante dalla soglia di sbarramento e che preclude, ancora una volta, la possibilità ai pentastellati di occupare gli scranni dell’Aula di Palazzo Zanca. Non nasconde l’amarezza per i numeri negativi il deputato regionale dei Cinquestelle, Antonio De Luca: «È un risultato deludente rispetto alle previsioni – ammette –. L’obiettivo minimo era ottenere il 5 per cento e portare in consiglio comunale alcuni candidati».Onorevole, sembrano lontanissimi i tempi in cui avevate piazzato le vostre bandierine nell’assemblea cittadina.«Verissimo, nel 2018, pur non avendo vinto le elezioni, ne avevamo ben sette. Nella scorsa consiliatura e in questa nuova nessuno».Come se lo spiega?«Quando corriamo da soli è meglio e il nostro elettorato lo gradisce. Quando siamo in coalizione la musica cambia».

Quindi mette in discussione l’alleanza soprattutto con Il Partito democratico?«I dati parlano chiaro. Ma il fatto che Forza Italia e Movimento Cinquestelle non abbiano prodotto consiglieri comunali non è frutto dello stesso fenomeno. Noi non siamo strutturati e organizzati come gli Azzurri. Però, tengo a precisare che la nostra candidata, Antonella Russo, ha dato e fatto il massimo. E non ho nulla da rimproverare al Partito democratico».Il M5S avrebbe preferito un altro candidato a sindaco?«Tempo fa, abbiamo puntato su Paolo Todaro, sindacalista noto per le sue denunce. Ma poi ha fatto un passo indietro e ritirato la propria disponibilità a correre come aspirante sindaco di Messina per la coalizione di centrosinistra. Quindi, ci siamo tutti ricompattati su Antonella Russo».Cosa bisogna fare per crescere su Messina?«È necessario ripartire dal territorio, dialogare coi cittadini e strutturarci e organizzarci in modo capillare a livello locale, integrando il sistema dei gruppi territoriali e dei coordinatori provinciali.