C’è un posto a Mottola, in provincia di Taranto, dove si entra per un caffè e si esce sentendosi diversi. Non perché sia successo qualcosa di straordinario, ma perché quel luogo — con la sua luce, il suo odore, la sua atmosfera — ha il raro potere di rallentare il tempo. Si chiama “886 Beauty Salon & Bar” e, dietro ogni scelta, c’è la storia di una donna che ha imparato a trasformare la paura in progetto. Maria Scalone, per tutti Mary, è la fondatrice.

La sua storia inizia prima del Covid, in un piccolo locale nel centro storico di Mottola, aperto insieme al fratello barbiere con l’idea di unire estetica e barberia, cura e convivialità. Si era creata un’atmosfera bella e viva, ragazzi e famiglie che venivano non solo per un servizio, ma per stare bene insieme. E stava funzionando. Poi, la pandemia. A un anno appena dall’apertura, aiuti insufficienti, spese che non si fermavano, tre figli e il marito in cassa integrazione. Quando hanno potuto riaprire, il locale non era più adatto alle nuove normative: trasloco, ristrutturazione e nuovi investimenti nel momento peggiore. Da lì, una seconda chiusura. È in quel momento che Mary ha fatto il gesto che in molti ricordano ancora. Si è ammanettata davanti al suo negozio. «Non era una provocazione – ha ricordato - era il grido di una madre, di una donna, di una lavoratrice che chiedeva semplicemente di essere ascoltata.» Non cercava visibilità: cercava dignità. E quella scelta estrema l’ha cambiata profondamente. «Ho capito quanto una donna possa essere forte quando difende ciò che ama».