Il caffè storico.31 maggio 2026 alle 00:29Il restauro riporta alla luce sei archi antichi coperti da mattoni di fango

«Donde está el café Tettamanzi?». La turista galiziana, che in vacanza a Nuoro si muove sulle orme di Salvatore Satta e di Grazia Deledda, vuole un’immersione nella cultura. E chiede del locale raccontato dai grandi scrittori dell’Atene sarda. Le porte sono sbarrate da un anno e mezzo, lo scrigno della memoria è diventato un cantiere. I proprietari ne hanno voluto il restauro, rigorosamente conservativo, per farlo rivivere così com’era nel 1875, quando lo aprì l’ebanista piemontese giunto in città per realizzare le opere lignee della cattedrale di Santa Maria della Neve. L’artigiano-artista si innamorò di una donna nuorese, comprò le mura del locale e vi realizzò il bar.

Antichi fasti

Rivivrà dunque quel «caffè grazioso, con piccole salette orlate di divani rossi, come, salvando il rispetto, i caffè di Venezia», secondo la descrizione che affiora dalle pagine del “Giorno del giudizio”, capolavoro di Salvatore Satta, appunto, oppure da quelle di “Cosima”, pilastro autobiografico deleddiano. I lavori sono avviati, sotto l’egida della Soprintendenza per le province di Sassari e Nuoro, con la cura di due restauratrici di alto profilo, Maria Albai, della società cagliaritana Terra Pinta, e Teresa Mascolo, pugliese.