di Laura Valdesi
La Tartuca sceglie il ritorno al passato riproponendo, quasi dieci anni dopo, ’SantagoSTREET’. E lo fa per scommettere sul futuro dell’iniziativa con il cibo di strada interpretato, però, come solo nei rioni si riesce a fare. Nel senso, niente sagra di paese per carità e un appuntamento diverso dalle iniziative contradaiole. "Un modo nuovo per conoscere o riscoprire la città attraverso i suoi sapori, che vede protagonisti commercianti ed esercenti del territorio. E non solo. Una nuova forma di socialità in un giorno di festa, intorno a buon cibo, in un angolo della città", così era stata presentata l’iniziativa nel 2016. Perché, questo invece il ’là’ che aveva dato il via all’idea nel 2015, nonostante una città possa avere monumenti importanti o attrattive turistiche, il suo vero biglietto da visita è la sua storia culinaria. Nessuno può sostenere di aver conosciuto un popolo o una cultura senza assaggiare neanche una prelibatezza del mangiare di strada". Quasi a dire ’dimmi come mangi e ti dirò chi sei’.
"La richiesta di riproporre Santago STREET è venuta da un gruppo di tartuchini che già l’aveva organizzato nel 2015 e 2016. Una delle prime idee che mi sono state suggerite da quando sono diventata presidente della Società e l’ho accettata ben volentieri", svela Simona Ganghini. Che succede allora l’1 e il 2 giugno al Prato di Sant’Agostino?











