Al rito del tè si associa la sensazione di rallentamento, che permette di interrompere la frenesia quotidiana, restituendo valore al tempo. Quello, per intenderci, che è endemico della storia di Romanengo 1780, uno dei luoghi simbolo della Genova che non lascia perdere i propri tesori di gusto (basti pensare ai vari Klainguti, Villa, Viganotti, Caffè degli Specchi, Mangini e la Pasticceria Svizzera, tutti nati tra Ottocento e primi del Novecento), ma anzi cerca di tramandarli al futuro, in un equilibrato mix tra passato e presente.

La novità

L’ultima novità in casa Romanengo è la nascita de “La Corte”, il ‘Salon de Thè’ aperto accanto alla storica bottega genovese di via Soziglia. “Un luogo – dicono i proprietari – pensato proprio per offrire un’esperienza immersiva nel mondo Romanengo, in cui rallentare, degustare, ritrovare il piacere dei gesti autentici”. Quasi due secoli e mezzo di storia, quindi, nel segno di una qualità e di un’eleganza che si trovano nella raffinatezza di questo nuovo spazio.

Pietro e Francesco Romanengo

Sulla scia del concept già sperimentato con successo a Milano oltre due anni fa, anche il nuovo spazio genovese è aperto dal mattino al pomeriggio, con un’offerta che spazia dalla colazione al pranzo leggero, fino al tea time. “La nuova caffetteria e sala da tè, integrata nell’antica confetteria di via Soziglia, luogo simbolo della nostra storia dal 1814, arriva dopo un restauro che restituisce vita a uno spazio che, fin dall’Ottocento, ha rappresentato un punto d’incontro tra tradizione genovese e ispirazioni francesi – racconta Pietro Romanengo – Dal 1780 intrecciamo la nostra storia con quella di Genova, rimanendo fedeli all’idea di produrre dolci con procedimenti naturali e di custodire le ricette della manifattura genovese, arricchite dallo spirito innovatore della confetteria e del cioccolato d’Oltralpe”.