Da godere nel piatto, da osservare nella sua forma d’arte, in un fil rouge che da un quadro appeso alle pareti, un velluto pregiato, una rara bottiglia di vino o un secolare bancone da farmacia in legno, unisce cultura e tradizione.

268 anni di storia e cucina torinese

Quella Del Cambio, istituzione cittadina che ha festeggiato il suo 268° compleanno, è una storia in continua evoluzione: oggi che alla guida della cucina c’è Diego Giglio, nel piatto si torna a respirare il Piemonte e quel bagaglio di cultura (non solo gastronomica) francese che caratterizza Torino.

Cambiare per restare se stessi

Così si cambia per rimanere se stessi, per raccontare che cosa rappresenti un luogo prima ancora degli interpreti. Una frase colpisce durante una passeggiata in quello scrigno di storia che è l’edificio che ospita ristorante, Farmacia e Bar Cavour con il suo elegante fumoir. La pronuncia uno dei più giovani della nuova brigata, il restaurant manager Fabio Furci. «Siamo solo testimoni di un passaggio, custodi della storia». Cambiano gli uomini, cambiano i piatti o un croissant. Non l’identità e l’idea di appartenenza.