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Lo chef di Fiuggi celebra l’anniversario del suo ristorante Per Me, in centro a Roma, con una proposta che celebra la continua evoluzione di un ristorante che non ama guardarsi indietro e che anche in questa occasione conferma l’idea di mettere il cliente e non lo chef al centro del progetto. Tra i piatti spicca l’agnello Roma-Istanbul, capolavoro di sostenibilità applicata alla tradizione
Dieci anni e non sentirli, verrebbe da dire. Ma nel caso di Per Me Giulio Terrinoni la questione è leggermente più complessa: perché l’insegna romana guidata da Giulio Terrinoni festeggia il traguardo con una forma che non è solo smagliante, ma anche coerente con un’idea di ristorazione rimasta sorprendentemente stabile nel tempo. In un decennio in cui il fine dining ha spesso cambiato pelle inseguendo mode e riconoscimenti, Terrinoni ha scelto un’altra strada: meno ego, più ascolto.
Il nome del ristorante, “Per Me”, continua a funzionare come una dichiarazione d’intenti. Non tanto un vezzo linguistico, quanto un programma: mettere il cliente al centro senza trasformare la cucina in un esercizio compiacente. È un equilibrio sottile, che Terrinoni gestisce con mestiere, mantenendo una cifra gastronomica riconoscibile ma mai autoreferenziale. La sua è una cucina che risponde alle domande di oggi, senza rincorrerle.






