Genova ha atteso. E l'attesa, a volte, è un ingrediente necessario, come un impasto che lievita lento. Aumenta il desiderio, affina la curiosità. È essa stessa piacere. Ora l'attesa è finita. Giovedì 19 giugno, alle ore 8 del mattino, la saracinesca di Klainguti, in piazza Soziglia, si alzerà di nuovo. Non è solo la riapertura di una pasticceria, è la restituzione alla città di un pezzo della sua anima, di un salotto buono che mancava dall'autunno del 2020. Klainguti non è un nome, è un'istituzione. Dal 1828, quando i fratelli svizzeri aprirono bottega nel cuore del centro storico, è stato un crocevia di cultura, commercio e dolcezza. Un luogo dove l'aroma delle brioches si mescolava alle discussioni degli intellettuali e ai desideri dei passanti. Un luogo amato da Giuseppe Verdi, che da qui si faceva spedire i suoi amati “Falstaff”, i celebri krapfen alla crema di nocciola. “Grazie dei Falstaff. Buonissimi! Molto migliori di mio”.È una benedizione laica, quella del Maestro, la cui copia campeggia nel locale come un sigillo di garanzia. L'originale, reliquia di famiglia, è custodito dagli eredi Klainguti.

Ecco perché in Italia ci sono decine di pasticcerie Svizzere

21 Febbraio 2025

A raccogliere questa eredità pesante e preziosa è il Gruppo Douce, creatura del maître pâtissier Michel Paquier e del socio Carlo Ponte. Un’attesa che si è protratta più del previsto, tra i labirinti della burocrazia e le sorprese di un restauro che si è rivelato più complesso del previsto.